Circolo ACLI di Arosio - Antonio Ballabio

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Fraternità di Mosca

Cristiani e Sobornost

Stupisce sempre, noi italiani, vedere 2000 persone di 58 città della Russia con un’età media di circa 30 anni, partecipare alla Rassegna ortodossa di Agosto, organizzata ormai da tre anni dalla Fraternità di Trasfigurazione russa. Stupore perché non viene mai meno l’attenzione e la partecipazione dei presenti alle sue diverse articolazioni caratterizzate da tavole rotonde plenarie, momenti di preghiera, proiezione di filmati e 13 aree tematiche di discussione.
Il tema generale della Rassegna o Festival (come lo chiamano loro) quest’anno era “ll tempo per un 'nuovo sobornost'”. Per spiegare questo titolo è necessaria una doverosa premessa, che ci fornisce direttamente la Fraternità nell’invito di partecipazione. Il 1917 è stato un anno molto intenso in Russia e non solo per la rivoluzione ma anche per un secondo fatto  importante. Nel mese di Agosto 1917 è stato aperto l’ultimo Concilio della Chiesa ortodossa russa. Questo concilio ha riunito gerarchia e laici di tutti i livelli, per discutere le questioni urgenti del momento, quali il ripristino del Patriarcato, l’attualizzazione del sobornost, la selezione del clero e la creazione di comunità spirituali tra i laici, l'uso della lingua russa nel culto, le relazioni tra Chiesa e Stato, il ruolo delle donne nel servizio alla Chiesa e altro ancora. Molte questioni sono solo state sollevate, alcune decisioni importanti sono state prese, ma a poche di queste è stata data l'opportunità di essere messe in pratica. Il concilio, a causa della imminente rivoluzione, non è stato neppure chiuso ufficialmente! Sobornost, parola intraducibile in italiano: Giovanni Bianchi l’ha tradotta con ‘conciliarità’, termine per nulla usato nella nostra lingua e forzando il significato che ne danno loro. Anche per gli amici ortodossi è stato fonte di grande discussione per il suo aspetto, anche attuale, di rinnovamento delle Chiese di Oriente e anche per l’Occidente.
Ricordo due passaggi molto interessanti negli interventi di padre Giorgio Kochetkov, fondatore della Fraternità: nel primo auspicava la fine del periodo costantiniano per la Chiesa russa, vale a dire ‘libera Chiesa in libero Sato’ e la seconda la necessità di un nuovo Concilio per discutere delle urgenze della Chiesa o dato che il precedente del 1917 non era stato chiuso, di aprirne una seconda sessione.
A noi italiani, oltre al saluto in plenaria nel quale abbiamo ricordato Giovanni Bianchi, è stato chiesto di trattare in una delle aree tematiche, l’argomento delle risposte alla mafia in Italia e quanto le ACLI stanno facendo su questo tema. In conclusione l’esperienza è stata, come al solito, molto interessante e portatrice di nuovi stimoli sia per l’approfondimento di argomenti poco noti, sia per la loro attualità anche per la nostra Chiesa cattolica romana.
                                                                       Marina, Paolo e Piero – ACLI zona di Cantù

(Settembre 2017 articolo preparato per le ACLI di Como)

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